mercoledì 7 marzo 2012

Il Culto Del Gatto Nell'antico Egitto




I gatti siamo comparsi la prima volta accanto all'uomo quando questi incominciò a coltivare il grano ed ebbe la necessità di difendere le proprie scorte dai ratti e dai topi. I gatti erano anche utili contro i serpenti risultando vittoriosi nelle lotte contro di loro. I gatti sanno perfino quali erbe mangiare come antidoto ai morsi dei serpenti. Il gatto europeo discende direttamente dal gatto egizio. Si ritiene che nel I secolo d.C. i gatti fossero imbarcati sulle navi per contrastare i topi e che durante questi viaggi abbiano raggiunto l’Europa.
I gatti domestici compaiono nelle rappresentazioni tombali egizie a partire dal Nuovo Regno, verso il 1500 a.C. Gli antichi egiziani chiamavano il gatto "myeu" e addomesticarono quelli che vivevano ai bordi del delta del Nilo. Il gatto delle paludi nilotiche appartiene alla specie Felis chaus nilotica e si confonde spesso con la lince.
Si ritiene che la prima comparsa del gatto in una rappresentazione si trovi nella tomba di Khnumhotep III (XII dinastia – Medio Regno), a Beni Hasan. Il defunto è rappresentato nella palude mentre cerca di infilzare dei pesci con uno spiedo; il gatto è appostato sopra un fascio di papiri pronto a scattare sulle prede.

La dea gatta Bastet (Bast o Bastet o Bastit)
E con la XXII dinastia, verso il 950 a.C., che si espande il culto di Bastet e a promuoverlo sono i preti di Sekhmet sotto i sovrani di origine libica.
Nell’Antico Regno Bastet è una divinità leonina. Lo provano i portali del tempio di granito di Chefren (il portale nord è dedicato a Bastet e il portale sud a Hathor), alcuni passi dei Testi delle Piramidi e i resti di una cappella di Pepi I (VI dinastia) a Bubasti. Anche nei templi della XXII dinastia e in quelli successivi Bastet è identificata con una leonessa. Ma nelle tombe private e nella devozione popolare la dea assume la forma di una gatta. In questo periodo compaiono una infinità di bronzetti che rappresentano sia una gatta accucciata che una gatta attorniata da vari micini. La gatta Bastet è diventata un talismano di felice maternità. Sorge anche un suo stretto collegamento con Mut rappresentata come avvoltoio, in quanto la figura dell’avvoltoio nel geroglifico significa madre.
L’associazione della gatta Bastet con la dea dell’amore Hathor è documentata anche dalle numerose immagini di gatte trovate nei santuari hathorici di Serabit el-Khadim e di Timna nel Sinai. D’altra parte anche Bastet, come Hathor, viene pacificata dal suono dei sistri e delle collane menat, strumenti ai quali queste divinità erano associate.
Il gatto, animale sacro alla divinità Bastet, simboleggia il calore benefico del sole. La divinità era venerata come protettrice della casa e della famiglia.

Il gatto era onorato dagli antichi egiziani. I gatti erano celebrati con rituali funebri che includevano la mummificazione, il rivestimento con elaborate fasciature e la raffigurazione di tipologie ed espressioni.

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