venerdì 30 marzo 2012
giovedì 29 marzo 2012
mercoledì 28 marzo 2012
Foto del Giorno
Che fatica mettere in posa sta gatta!!!!
Oggi è stata davvero una giornata faticosa!!! Ma finalmente ora io e la mia micia possiamo rilassarci!!!
Buon Lunedì sera a tutti!!!
martedì 27 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
L’abito fatto di tela di ragno
Uno stupefacente abito dorato realizzato con una seta fatta con la tela di 1,2 milioni di ragni.
L’abito e’ stato realizzato in Madagascar in una delle uniche due fabbriche al mondo che tessono la tela dei ragni ‘Golden Orb’ della famiglia dei Nephila Maculata. Per produrre la seta utilizzata per tesserlo ci sono voluti otto anni.
E’ il capo di abbigliamento piu’ grande mai realizzato usando solo tela di ragno e il suo colore deriva da quello naturale dei filamenti. La realizzazione e’ opera dell’inglese Simon Peers e dell’americano American Nicholas Godley, che hanno lavorato in Madagascar per diversi anni. (AGI)
L’abito e’ stato realizzato in Madagascar in una delle uniche due fabbriche al mondo che tessono la tela dei ragni ‘Golden Orb’ della famiglia dei Nephila Maculata. Per produrre la seta utilizzata per tesserlo ci sono voluti otto anni.
E’ il capo di abbigliamento piu’ grande mai realizzato usando solo tela di ragno e il suo colore deriva da quello naturale dei filamenti. La realizzazione e’ opera dell’inglese Simon Peers e dell’americano American Nicholas Godley, che hanno lavorato in Madagascar per diversi anni. (AGI)
Leggi la notizia su Giornalettismo
sabato 24 marzo 2012
venerdì 23 marzo 2012
giovedì 22 marzo 2012
Le Rondini
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni
-Lucio Dalla-
mercoledì 21 marzo 2012
Ode al gatto
Gli animali furono
imperfetti lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
In ordine
Divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.
L’uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere ali,
il cane è un leone spaesato,
l’ingegnere vuole essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca d’imitare la mosca,
ma il gatto
vuole essere gatto
ed ogni gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo
dalla notte fino ai suoi occhi d’oro.
Non c’è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l’elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
fessura
per gettarvi le monete della notte.
Oh piccolo
imperatore senz’orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell’amore
all’aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto
è immondo
per l’immacolato piede del gatto.
Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,
probabilmente non c’è
enigma
nel tuo contegno,
forse non sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all’abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.
Io no.
Io non sono d’accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gli imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l’atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare un gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d’oro stanno nei suoi occhi.
Pablo Neruda
martedì 20 marzo 2012
Gatto massaggiatore
Il gatto che fa “la pasta”
L'atteggiamento, che viene descritto come "fare la pasta" o "fare il pane", deriva dal movimento che i gatti fanno da cuccioli mentre succhiano. Serve come massaggio alla mammella materna in modo da favorire la produzione e la fuoriuscita del latte. Possiamo dire, in un certo senso, che il fenomeno da adulti è una specie di "regressione" all'infanzia e fa parte del godimento e del benessere che il gatto prova al momento delle coccole, ma anche come rassicurazione durante gli stati ansiosi. Non è infatti raro vedere mici malati darsi conforto facendo la pasta o le fusa, se non entrambe le cose, come a volersi infondere coraggio e tranquillizzarsi.
Alcuni gatti, invece, vengono sorpresi persino a succhiare indumenti o coperte dei loro proprietari fino ad inzupparli di saliva. Non sgridate il vostro gatto se doveste soprenderlo in un simile atteggiamento, fa sempre parte della regressione al suo periodo di cucciolo ed esprime in questo modo un'infinita dolcezza ed affetto nei vostri confronti.
Informazioni tratte da Gatti and Co.
lunedì 19 marzo 2012
Poesia
I bambini sono fiori
da non mettere nel vaso:
crescon meglio stando fuori
con la luce in pieno naso.
Con il sole sulla fronte
e i capelli ventilati:
i bambini sono fiori
da far crescere nei prati.
Roberto Piumini
Poesia tratta dal sito Oltre la Polvere
Nongo managaré, in lingua moré "l'uomo altruista"...Oltre la polvere onlus, è un'associazione di volontariato che realizza progetti destinati ad un villaggio del Burkina Faso.
domenica 18 marzo 2012
sabato 17 marzo 2012
L'Ora della Terra
31 Marzo torna L'Ora della Terra, il più grande evento globale del WWF.
Il mondo si spegne per un'ora: città, monumenti, singole abitazioni.
Leggi le notizie sull'evento sul sito del WWF.
venerdì 16 marzo 2012
giovedì 15 marzo 2012
A Street Cat Named Bob
è davvero una bella storia la loro.
mercoledì 14 marzo 2012
Akira Yoshizawa
Akira Yoshizawa (Kaminokawa, 14 marzo 1911 – Tokyo, 14 marzo 2005) è stato un artista giapponese considerato il più grande maestro di origami. Figlio di un allevatore della prefettura di Tochigi, in Giappone, cominciò a lavorare in una fabbrica di Tokyo all'età di 13 anni. Studiando di pomeriggio continuò la sua formazione e diventò disegnatore tecnico, usando l'arte tradizionale dell'origami per spiegare problemi geometrici.
Nel 1937 lasciò il lavoro in fabbrica per dedicarsi completamente all'origami. Il suo lavoro fu giudicato sufficientemente creativo da essere inserito, nel 1944, nel libro Origami Shuko di Isao Honda.
A dare inizio alla sua carriera è stato un lavoro da lui realizzato nel 1951, per un numero della rivista Asahi Graph. La prima monografia a lui dedicata, Atarashii Origami Geijutsu (La nuova arte dell'origami), fu pubblicata nel 1954.
In questo lavoro definì il sistema di notazione delle pieghe origami denominato "sistema Yoshizawa-Randlett", diventato poi uno standard per gran parte degli origamisti creativi. La pubblicazione del libro fu seguita, poco tempo dopo, dalla fondazione da parte di Yoshizawa dell'International Origami Centre a Tokyo, oltre che da una serie di esibizioni internazionali.
In Italia, il primo articolo su Akira Yoshizawa, dal titolo Magia dell'Origami, fu pubblicato su Selezione dal Reader's Digest nel dicembre 1970. Nel novembre 1983, in occasione del concorso Origami per Pinocchio, Yoshizawa venne per la prima volta in Italia grazie all'interessamento del neonato Centro Diffusione Origami e della Japan Foundation.
Durante tutta la sua attività, Yoshizawa è stato un importante ambasciatore della cultura giapponese nel mondo. A lui è dovuta l'elevazione dell'origami da semplice lavoro manuale a forma d'arte. Yoshizawa ha creato complessivamente più di 50.000 modelli, di cui solamente poche centinaia sono stati diagrammati nei diciotto libri pubblicati. È stato un pioniere di diverse tecniche di piegatura, compreso il "wet-folding" (piegatura bagnata), che consiste nell'inumidire la carta prima e durante la piegatura, consentendo a chi piega di ottenere forme molto arrotondate e un aspetto "scolpito" del modello. Questo fu considerato da molti il paradigma che ha consentito all'origami di essere equiparato a una forma d'arte, anziché essere considerato una curiosità folkloristica.
Nel 1983, l'Imperatore del Giappone Hirohito gli assegnò il titolo dell'Ordine del Sole Nascente.
martedì 13 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
Nuova specie di corallo nero
Scoperta una nuova specie di corallo nero dalla spedizione di Oceana sulla costa spagnola.
Leggi l'intero articolo su Oceana.
Leggi l'intero articolo su Oceana.
domenica 11 marzo 2012
Mosaico genetico
Per mosaico genetico o mosaicismo si intende la presenza, in un individuo pluricellulare, di due o più linee genetiche diverse, ossia di diversi patrimoni genetici all'interno di uno stesso individuo che vengono espressi contemporaneamente. In pratica, non tutte le cellule di quell'organismo hanno lo stesso corredo cromosomico, oppure lo esprimono in maniera variabile.
Il mosaicismo può riguardare il DNA mitocondriale, nel qual caso prende il nome di eteroplasmia, oppure il DNA nucleare della cellula, generando il mosaicismo propriamente detto, che deriva spesso da un errore avvenuto durante la maturazione dello zigote.
In alcune specie animali, e specialmente nei gatti, il mosaicismo può non rappresentare una patologia ed assumere invece dei caratteri innocui e facilmente riconoscibili. Nei gatti calico, infatti, il mosaicismo si manifesta con la tipica colorazione bianca, rossa e nera del manto, dovuta alle differenze di inattivazione del cromosoma X nelle diverse cellule.
Nei gatti, il colore del pelo è codificato dagli alleli O (arancione), B (nero) e W (bianco). Le forme alleliche relative al gene O si trovano sul cromosoma X, mentre le forme alleliche del gene B si trovano su un cromosoma non sessuale o autosoma. Un gatto calico pertanto è definito come OoB- ciò significa che può essere omozigote o eterozigote per l'allele B che determina il pelo nero e eterozigote per l'allele O che determina il pelo arancione L'espressione dell'allele O è dominante su quella di B (per cui il gatto ha il pelo tutto arancione). Nei gatti di sesso femminile eterozigoti per l'allele O – che quindi presentano un cromosoma XO contenente l'allele O dominante e un cromosoma Xo contenente l'allele o recessivo per il colore arancione – può quindi accadere che in alcune cellule sia inattivato il cromosoma XO, per cui l'allele O non maschera più l'allele B e il pelo è nero, mentre in altre cellule sia inattivo il cromosoma Xo, per cui l'allele O può essere espresso e il pelo è arancione: di conseguenza, il pelo del gatto sarà a chiazze nere o arancioni a seconda del cromosoma che è stato inattivato in quel particolare gruppo di cellule. Il colore bianco presente nei gatti calico è dovuto alla presenza di un altro gene che, se espresso, è dominante sia su O che su B. Quando vedete un gatto calico quindi potrete certamente affermare che quel gatto è femmina perché solo le femmine sono XX e quindi solo il loro pelo risentirà dell'inattivazione casuale delle X in ogni loro cellula. Attenzione però ai rarissimi maschi XXY...sono maschi, ma anche in loro si inattiva casualmente una delle due X che, se fossero portatrici di un allele O e un allele o(ed omozigoti o eterozigoti per l'allele B sull'autosoma) sarebbero a chiazze arancioni e nere come le femmine calico.
sabato 10 marzo 2012
venerdì 9 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
mercoledì 7 marzo 2012
Il Culto Del Gatto Nell'antico Egitto
I gatti siamo comparsi la prima volta accanto all'uomo quando questi incominciò a coltivare il grano ed ebbe la necessità di difendere le proprie scorte dai ratti e dai topi. I gatti erano anche utili contro i serpenti risultando vittoriosi nelle lotte contro di loro. I gatti sanno perfino quali erbe mangiare come antidoto ai morsi dei serpenti. Il gatto europeo discende direttamente dal gatto egizio. Si ritiene che nel I secolo d.C. i gatti fossero imbarcati sulle navi per contrastare i topi e che durante questi viaggi abbiano raggiunto l’Europa.
I gatti domestici compaiono nelle rappresentazioni tombali egizie a partire dal Nuovo Regno, verso il 1500 a.C. Gli antichi egiziani chiamavano il gatto "myeu" e addomesticarono quelli che vivevano ai bordi del delta del Nilo. Il gatto delle paludi nilotiche appartiene alla specie Felis chaus nilotica e si confonde spesso con la lince.
Si ritiene che la prima comparsa del gatto in una rappresentazione si trovi nella tomba di Khnumhotep III (XII dinastia – Medio Regno), a Beni Hasan. Il defunto è rappresentato nella palude mentre cerca di infilzare dei pesci con uno spiedo; il gatto è appostato sopra un fascio di papiri pronto a scattare sulle prede.
La dea gatta Bastet (Bast o Bastet o Bastit)
E con la XXII dinastia, verso il 950 a.C., che si espande il culto di Bastet e a promuoverlo sono i preti di Sekhmet sotto i sovrani di origine libica.
Nell’Antico Regno Bastet è una divinità leonina. Lo provano i portali del tempio di granito di Chefren (il portale nord è dedicato a Bastet e il portale sud a Hathor), alcuni passi dei Testi delle Piramidi e i resti di una cappella di Pepi I (VI dinastia) a Bubasti. Anche nei templi della XXII dinastia e in quelli successivi Bastet è identificata con una leonessa. Ma nelle tombe private e nella devozione popolare la dea assume la forma di una gatta. In questo periodo compaiono una infinità di bronzetti che rappresentano sia una gatta accucciata che una gatta attorniata da vari micini. La gatta Bastet è diventata un talismano di felice maternità. Sorge anche un suo stretto collegamento con Mut rappresentata come avvoltoio, in quanto la figura dell’avvoltoio nel geroglifico significa madre.
L’associazione della gatta Bastet con la dea dell’amore Hathor è documentata anche dalle numerose immagini di gatte trovate nei santuari hathorici di Serabit el-Khadim e di Timna nel Sinai. D’altra parte anche Bastet, come Hathor, viene pacificata dal suono dei sistri e delle collane menat, strumenti ai quali queste divinità erano associate.
Il gatto, animale sacro alla divinità Bastet, simboleggia il calore benefico del sole. La divinità era venerata come protettrice della casa e della famiglia.
Il gatto era onorato dagli antichi egiziani. I gatti erano celebrati con rituali funebri che includevano la mummificazione, il rivestimento con elaborate fasciature e la raffigurazione di tipologie ed espressioni.
martedì 6 marzo 2012
Le Oasi WWF in Emilia Romagna
In questa regione il WWF, con le sue Oasi, è riuscito a proteggere dalla speculazione edilizia e dalla caccia oltre 790 ettari di natura. Le prime sono state l’Oasi di Montovolo e l'Oasi di Marmirolo nate nel 1991 e l’ultima è l’Oasi La Francesa istituita nel 2005.
Alcune delle specie protagoniste delle Oasi emiliane sono il gufo di palude nell'area umida ricostruita grazie ad un progetto di recupero ambientale: l'Oasi ex risaie di Bentivoglio; la rara Hottonia palustris una specie vegetale tipica degli stagni nell'Oasi di Sassoguidano; il martin pescatore nell'Oasi di Marmirolo, luogo di sosta, nidificazione e riproduzione per moltissimi uccelli.
Nell'Oasi di Montovolo sono presenti zone a castagneto plurisecolare; mentre nell'Oasi Dune fossili di Massenzatica si possono ammirare dune alte fino a 8 metri; l'Oasi La Francesa è accessibile anche a persone con handicap motori, è presente uno stagno didattico e un giardino botanico. Ma c'è anche tanto altro da vedere e conoscere.
Il miglior modo per scoprire le Oasi è quello di vistarle, come fanno già migliaia di persone tra cui molte scuole. E tu cosa aspetti?
Scegli nell’elenco a destra l’Oasi più vicina o che più ti affascina e visitala.
Il WWF ti aspetta per accompagnarti alla scoperta della natura.
Visita il sito del WWF.
lunedì 5 marzo 2012
Il gabbiano Jonathan Livingston
Un celebre romanzo breve di Richard Bach del 1970. Best seller in molti paesi del mondo, diventato per molti un vero e proprio cult, Jonathan Livingston una fiaba con un profondo contenuto morale e spirituale
E' il percorso di autoperfezionamento del gabbiano che impara a volare e vivere.
Ciascuno di noi è, in verità,
un'immagine del Grande Gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti.
domenica 4 marzo 2012
Animali per come sono
Non ho parola io,
nn porto quelle cose che voi chiamate vestiti...
Nn ho vergona del mio corpo......
Abbiamo in comune molte cose, ma molti se lo dimenticano...
Troppo presi dal pensare per se stessi si dimenticano che
questa vita ci regala poco.
Ci fugge via e nn lascia tempo di riflettere, nn lascia possibilità a nessuno, eppure lascia la possibilità di rimediare per chiunque....
Caro piccolo uomo.......
il destino ci ha fatto incontrare di te mi sono innamorato..
Di te ho capito molte cose....
Ho capito che basta allacciare quel filo che ci lega per vedere un tuo sorriso e dentro di me sento una gioia immensa, sento il mio piccolo cuore che si libera da ogni peso....
Che tutti abbiamo in comune,eppure pochi sanno di averlo...
Nn ho parola io,
però cmq ho capito cosa rende bella questa vita...
Tu piccolo uomo nn avere mai paura perchè
sei un essere Speciale,
ed io avrò sempre cura di Te...
sabato 3 marzo 2012
MICROCOSMOS
Ciclo di conferenze su insetti e aracnidi presso il Museo di scienze naturali di Cesena
Programma
• Giovedì 15 marzo, ore 21,00 - Gli ambienti naturali della Romagna e i loro insetti - Conduce Ettore Contarini
• Giovedì 22 marzo, ore 21,00 - Pungenti passioni. Vespe, api ecc.- Conduce Giorgio Pezzi
• Giovedì 29 marzo, ore 21,00 - Le mille facce delle farfalle - Conduce Gabriele Fiumi
• Giovedì 5 aprile, ore 21,00 - Aiuto ! Ho visto un ragno in casa ! - Conduce Danio Miserocchi
INFORMAZIONI: infoviaterrea@gmail.com - www.viaterrea.it tel.3403949462
Il museo di scienze naturali di Cesena è in Piazza Pietro Zangheri 6
Ecco il Link: Via Terrea
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