venerdì 27 aprile 2012
Stelle Marine
La classe Asteroidea comprende quegli Echinodermi comunemente conosciuti sotto il nome di stelle marine.
Le stelle marine sono presenti in tutti i mari del mondo e in quelli tropicali si trovano le più appariscenti.
Ad una prima approssimazione la simmetria può essere definita pentamera osservando le cinque braccia, ma si tratta, invece, di una simmetria pentamera secondaria, perché derivata da un'originaria simmetria bilaterale vera e propria (la simmetria originaria di tutti gli Echinodermi). A voler essere ancora più precisi la simmetria degli Asteroidea è in realtà una simmetria raggiante, data dalla presenza delle piastrelle madreporiche, un'apertura dell'apparato acquifero posta in posizione eccentrica, sul lato dell'animale rivolto verso l'alto.
La maggior parte delle stelle marine ha tipicamente cinque raggi o braccia, che si diramano da un disco centrale. Molte specie, però, presentano frequentemente sei o più raggi. Molti gruppi Asteroidei, come le Solasteridae, hanno tra 10 e 15 braccia, mentre altre specie, come l'antartico Labidiaster annulatus, ne possono avere fino a 50. Non è raro per specie che normalmente hanno 5 raggi presentarne di più per difetti di sviluppo.
Le stelle marine non devono essere confuse con le cosiddette stelle serpentine, simili a una prima occhiata agli Asteroidea ma in realtà appartenenti a un'altra classe (classe Ophiuroidea). Non è difficile distinguere un Asteroideo da un Ofiuroideo: si può farlo basandosi sull'osservazione di pochi caratteri morfologici esterni:
forma delle braccia: piuttosto tozza negli Asteroidei; più stretta e allungata negli Ofiuroidei;
sezione trasversale delle braccia: appiattita negli Asteroidei; circolare negli Ofiuroidei;
disco centrale: negli Asteroidei è in continuità diretta con le braccia mentre negli Ofiuroidei ne è nettamente distaccato.
Anatomia
Sezione di una Asterias rubens
1 Stomaco pilorico 2 Intestino 3 Ghiandola rettale 4 Canale petreo 5 Madreporite 6 Canale pilorico 7 Ceco pilorico 8 Stomaco cardiaco 9 Gonade 10 Solco ambulacrale 11 Ampolla ambulacrale
Il corpo degli Asteroidei è ricoperto da una teca fatta da piastre abbastanza ravvicinate l'una all'altra. Come in tutti gli altri Echinodermi, la teca è di origine mesodermica (si parla di dermascheletro) ed è ricoperta da un sottile strato di epidermide ectodermica. Si possono individuare un lato orale e un lato aborale. Il lato orale è rivolto verso il substrato e presenta la bocca; il lato aborale è rivolto verso l'alto e vi si trovano il madreporite e l'ano.
L'apparato acquifero è molto sviluppato; ha origine dal celoma ed è costituito da:
un anello periesofageo
cinque canali radiali, che si dipartono dall'anello centrale e seguono l'andamento delle braccia.
Sui canali radiali sono presenti tanti piccoli pedicelli ambulacrali, che attraversano le piastre del dermascheletro ed escono al di fuori del corpo dell'animale solo sul lato orale, prendendo quindi contatto col substrato. Ai pedicelli ambulacrali sono collegate delle piccole ampolle con muscoli; tali muscoli permettono di pompare acqua dalle ampolle ai pedicelli e viceversa di far fluire nuovamente acqua dai pedicelli alle ampolle. In questo modo i pedicelli acquistano e perdono rispettivamente turgore e possono così essere usati per la deambulazione dell'animale (da qui il nome di pedicelli ambulacrali). L'apparato acquifero ha però anche altre funzioni, in particolare escrezione e osmoregolazione. L'apertura dell'apparato acquifero è il madreporite, posto sul lato aborale.
Inquinamento
A causa della confermazione del sistema vascolare, le stelle marine e gli altri echinodermi non sono in grado di filtrare le tossine e gli agenti inquinanti che risiedono nell'acqua, risultando così particolarmente vulnerabili alle contaminazioni dell'ambiente marino. L'inquinamento da petrolio, come nel caso della Deepwater Horizon, potrebbe avere un pesante impatto sulle popolazioni di echinodermi nelle zone colpite dal disastro.
Alimentazione
La stella marina passa la maggior parte della sua giornata in cerca di cibo. Possono ingoiare piccole prede intere ma alcune possono rovesciare lo stomaco all'esterno della bocca, farvi aderire animali anche grandi e digerirli esternamente. Le sue prede preferite sono piccoli crostacei e molluschi, tra cui ricci e cozze. Con le sue forti zampe, la stella marina, riesce ad aprire il guscio anche delle conchiglie più resistenti e a cibarsene. Non hanno nemici fra i predatori ma sono vittime dei parassiti. Nonostante la sua bellezza, la stella marina viene definita come uno degli abitanti più voraci dei fondali marini.
Tratto da Wikipedia
mercoledì 25 aprile 2012
lunedì 23 aprile 2012
domenica 22 aprile 2012
Earth Day
Un miliardo di persone sparse in 175 Paesi nel mondo celebreranno oggi la 42esima edizione dell’ Earth Day, la giornata della Terra. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui temi dell’ecologia e della sostenibilità ambientale al grido di “Mobilitiamo il Pianeta”.
L'Earth Day nacque nel 1970 quando 20 milioni di cittadini americani risposero a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson partecipando a una storica manifestazione.
Oggi, a tutte le latitudini, dall’Islanda al Pakistan, si susseguiranno gli eventi volti a incentivare lo sviluppo sostenibile a favore di una Terra che sembra essere sempre più malata e vittima di catastrofi naturali di ogni genere.
Anche in Italia si svolgeranno diverse manifestazioni. Al Palapartenope di Napoli andrà in scena un concerto a impatto zero, trasmesso in diretta sul web a partire dalle 21.00, presentato da Serena Dandini che vedrà tra gli ospiti anche la cantante Angunn, ambasciatrice del FAO, insieme agli artisti di Rezophonic, un progetto musicale nato diversi anni fa con lo scopo di realizzare dischi e concerti per devolvere i ricavati all’Amref. Il nostro Paese ha molto da festeggiare: secondo la Coldiretti negli ultimi venti anni le superfici boschive della Penisola sono aumentate del 20 per cento
sabato 21 aprile 2012
venerdì 20 aprile 2012
Simbiosi
I pesci pagliaccio sono tra le specie meglio adattate a vivere tra i tentacoli degli anemoni.
Analizzando il muco del pesce e dell'anemone si è scoperto che tracce di uno e dell'altro si trovano su entrambi gli animali e quindi è molto probabile che questo scambio renda il pesce invisibile all'invertebrato che quindi non si difende.
Si è verificato che se il pesce non è mai stato a contatto con un anemone necessita un certo periodo per potersi adattare al veleno, invece se è già stato ospite può passare da un invertebrato all'altro senza alcun problema.
I pesci del genere Amphiprion e Premna sono quelli che si adattano meglio a vivere tra i tentacoli di un anemone in acquario possono essere tenuti anche senza il loro ospite però in questo caso cercano come riparo i tentacoli di altri invertebrati.
Cosa cerchino tra i tentacoli non è difficile da capire: protezione da altri pesci predatori in quanto non sono dei grandi nuotatori ed inoltre sembrano gradire molto il continuo massaggio che l'invertebrato fa e che sembra stimolarli.
Si è notato che soprattutto nel periodo di acclimatizzazione i pesci si nutrono dei tentacoli dell'invertebrato come se volessero assimilare il veleno che essi producono. Spesso questo tipo di alimentazione li porta anche a cresce di dimensioni.
I vantaggi dell'anemone invece sono molteplici, il pesce fornisce sali alle alghe ospiti nell'anemone. I sali prodotti dagli scarti della digestione del pesce, vengono inoltre ingeriti dall'anemone stesso attraverso la bocca. In questo modo riesce a ottenere delle preziose sostanze inorganiche.
Inoltre il pesce difende l'anemone da eventuali attacchi di altri pesci. Questo capita soprattutto in quegli anemoni che hanno perso la capacità di ritrarre il disco orale e di ripararsi. In questo caso l'invertebrato senza il pesce non può vivere. Vi sono altre specie di pesci che però non sono legati così strettamente agli anemoni: Dascyllus trimaculatus, Dascyllus strasburgi e Dascyllus albisella.
mercoledì 18 aprile 2012
Nasce un raro esemplare di gatto del deserto
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Felis
Specie F. margarita
Nomenclatura binomiale Felis margarita
Il gatto delle sabbie (Felis margarita Loche, 1858) è un piccolo felino diffuso negli aridi deserti africani e asiatici, in aree così calde e asciutte da essere evitate perfino da un altro felino adattatosi a vivere nei deserti, il gatto selvatico africano: il Sahara, il deserto arabico e i deserti di Iran e Pakistan.
Il primo europeo a descrivere la specie (nel 1858) fu Victor Loche. Lo studioso la battezzò Felis margarita in onore di Jean-Auguste Margueritte, il militare francese a capo della spedizione nel corso della quale venne scoperto l'animale.
Il gatto delle sabbie è un felino relativamente piccolo e tarchiato, con zampe brevi, coda lunga e orecchie grandi e appuntite. Misura 45-57 cm di lunghezza, ai quali vanno aggiunti altri 28-35 cm di coda, e pesa 1,5-3,5 kg. La testa è piuttosto larga e le orecchie sono così distanziate tra loro che possono essere appiattite in senso orizzontale o addirittura rivolte verso il basso quando l'animale va a caccia.
Il colore del mantello è giallo-sabbia chiaro su gran parte del corpo, con bande più chiare talvolta ben poco visibili, e bianco su mento e regioni inferiori. Generalmente le bande sono più evidenti nelle sottospecie africane. Bande nere sono presenti su zampe e coda e due linee rossastre, che partono dagli angoli esterni degli occhi, attraversano le guance. In inverno, il mantello può divenire molto folto, con peli che possono misurare 5,1 cm di lunghezza. Gli occhi sono grandi e di colore giallo-verdastro, mentre il naso è nero.
Diversamente da altri felini asiatici, il gatto delle sabbie presenta lunghi peli tra le dita. Questi creano una sorta di cuscino di pelliccia sopra le piante dei piedi, permettendo di isolarle quando l'animale si sposta sulla sabbia rovente. Gli artigli delle zampe posteriori sono piccoli e smussati; questa caratteristica, insieme alla pelliccia che ricopre le palme, rende molto difficile localizzare e seguire le sue impronte.
La mucosa che ricopre le palpebre è nera. Oltre alle grandi orecchie, l'animale possiede anche bolle timpaniche insolitamente sviluppate, che gli conferiscono un ottimo senso dell'udito, utile probabilmente per percepire le vibrazioni sulla sabbia. Simili adattamenti sono presenti anche in altre creature del deserto, come il fennec.
Nato un esemplare in uno zoo vicino a Tel Aviv : guarda il video!
Per saperne di più vai su Felis Margarita-Wikipedia
lunedì 16 aprile 2012
Il Mimetismo
Con mimetismo si intende la capacità di ingannare per trarne un vantaggio evolutivo, che può essere:
nascondersi da un predatore confondendosi cromaticamente nello sfondo ambientale (mimetismo criptico difensivo);
nascondersi alla preda durante l'avvicinamento, confondendosi cromaticamente nello sfondo ambientale (mimetismo criptico offensivo).
dissuadere un predatore, imitando animali o esseri viventi o parti di animali o altri esseri viventi che possano incutere timore per la loro nota pericolosità o che permettano di non essere individuati (mimetismo batesiano);
imitare un'altra specie pericolosa o disgustosa per dimezzare le predazioni. Ad esempio le vespe imitano le api, così un predatore prederà solamente la metà degli individui di ogni specie, anche se il numero di predazioni totali rimarrà, logicamente, uguale (mimetismo mülleriano).
nel caso di alcune orchidee, favorire l'impollinazione, imitando l'addome della femmina della vespa, affinché il maschio intinga il proprio corpo nel polline.
Il mimetismo può essere prodotto attraverso cellule specializzate della pelle, ma anche particolari forme del corpo possono permettere di confondersi con l'ambiente.
Perché il mimetismo abbia successo evolutivo devono verificarsi due condizioni: il soggetto deve essere cromaticamente simile allo sfondo e l'efficienza della vista del soggetto da ingannare dev'essere scarsa. Il mimetismo si è gradualmente evoluto migliorandosi, ma anche negli stadi intermedi di evoluzione sortisce gli effetti desiderati, perché una mimetizzazione scarsa viene bilanciata da una vista scarsa che non riesce a riconoscere distinguerla da lontano, con certi angoli di visuale e con luce scarsa. Il meccanismo di selezione naturale ha poi selezionato di volta in volta gli organismi mimeticamente perfezionati.
domenica 15 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
No alla Corrida!!!
Alvaro Munera: ex torero ora attivista anticorrida: "E all'improvviso il toro si fermò e mi fissava. Con l'innocenza di tutti gli animali nei loro occhi, ma anche con una supplica. E ' stato l'aspetto di un'ingiustizia inspiegabile, l'appello contro la crudeltà inutile. Questa volta ho avuto pietà per me stesso, e mi sono sentito il cestino di spazzatura peggiore del mondo."
tratto da La Terra Chiede Aiuto.
tratto da La Terra Chiede Aiuto.
giovedì 12 aprile 2012
mercoledì 11 aprile 2012
E' Gat
s'un spégh
a i ò lighè la còuda
m'una gamba d'la scaràna.
Dòp,
um dispìs.
L'è ch' à sò sèmpra da pàr mé.
Poesia di Nevio Semprini tratta da "I Dialetti della nostra Valle" in Valmarecchia
a i ò lighè la còuda
m'una gamba d'la scaràna.
Dòp,
um dispìs.
L'è ch' à sò sèmpra da pàr mé.
Poesia di Nevio Semprini tratta da "I Dialetti della nostra Valle" in Valmarecchia
martedì 10 aprile 2012
I Gatti Randagi
I gatti più belli sono i gatti randagi.
girano i quartieri di povera gente,
amici sinceri di chi non ha niente,
di chi tutto il giorno non fa che sognare
di notte sui tetti. miagolando alla luna
una carezza gli porta fortuna.
Più felice via se ne andrà.
più felice via se ne andrà.
I gatti più belli sono i gatti randagi,
questo, il bambino già l'ha capito,
uno sguardo un sorriso, una carezza un invito
e amici così si sarà. amici sinceri
perché non si è niente. perché tutto il giorno
non si fa che giocare,
questa carezza gli porta fortuna
più felice via se ne andrà.
I gatti più belli sono i gatti randagi
non hanno doveri, non hanno padroni.
rubando a tutte quelle persone
che sanno odiare ma non sanno amare.
di notte sui tetti miagolando alla luna
una carezza gli porta fortuna.
Più felice via se ne andrà
più felice via se ne andrà.
Siamo un po' tutti dei gatti randagi
ce ne andiamo coi sogni in spalla.
siamo un po' tutti dei buoni da niente.
siamo un po' tutti dei tira a campare.
Noi siamo) quelli che vogliono andare
un solo credo la voglia di amare.
un solo sogno la libertà
un solo sogno la libertà.
-I Nomadi-
lunedì 9 aprile 2012
Tricolore randagina dolcissima merita una casa adesso
Nome: Bella
Età: circa 3-4 anni
Razza: comune
Sesso: femmina
Colore: tricolore
Compatibilità con altri gatti o altri animali: si
Intero o sterilizzato: sterilizzata
Test fatti: Fiv-Felv NEGATIVA
Adottabile dove: si trova in prov.di Palermo ma per una buona adozione si valuta anche altrove Si richiede modulo adozione e/o controlli
Pre e post adozione: Assolutamente si
Può avere accesso all'esterno: no ha già vissuto troppo fuori
Storia: E' una randagina che viveva nelle vie vicine alla mia abitazione,troppo buona e dolce per vivere per strada,è molto timida e un pò impaurita quindi ci vuole molta pazienza con lei,ma è davvero molto buona e dolce.
Contatti: o qui in mp o cell. 3337683240
Contatto Facebook.
domenica 8 aprile 2012
Il Coniglietto di Pasqua
Il coniglietto Pasquale (in inglese Easter Bunny, in tedesco Osterhase), conosciuto anche come coniglietto di primavera (Spring Bunny) o coniglio pasquale (Easter Rabbit) nei paesi di lingua tedesca e negli Stati Uniti, è un coniglio fantastico o mitologico che lascia doni per i bambini a Pasqua (o in primavera). Ha origine nelle culture dell'Europa occidentale, dove ha sembianze più simili ad una lepre che ad un coniglio. La lepre, animale particolarmente prolifico e le cui scatenate danze amorose si possono vedere nei prati proprio agli inizi della primavera, era nell'antica cultura europea un simbolo di questo periodo dell'anno, incentrato sulla rinascita della natura e sulla fertilità, il quale poi, con l'avvento del cristianesimo, venne più o meno a coincidere con la festività della Pasqua.
sabato 7 aprile 2012
Paura e delirio...
Avevamo due buste di erba gatta, settantacinque palline di Purina, cinque scatole di laser ad alta potenza, un barattolo mezzo pieno di farina e una galassia variopinta di giocattolini masticabili... Inoltre, un litro di latte, un litro di preparato di ormoni di gattina, una cassa di festoni decorati, una scatola di sabbietta e due dozzine di topi morti... Ma l'unica cosa che mi preoccupava era la lettiera per gatti. Non c'è niente al mondo di più irresponsabile ed indifeso di un gatto negli abissi dell’ebbrezza della sabbietta pulita.
venerdì 6 aprile 2012
Poesia
Quando un gatto è felice sai che è vero,
lo senti,
quando è scocciato lo vedi,
se ne va,
non sacrifica il piacere a nessuna schiavitù.
La sua eleganza è pura come la sua amicizia.
poesia gentilmente offerta da Giulia Morganti
<3 <3 <3
giovedì 5 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 3 aprile 2012
I Gatti
I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull'ultima pagina
la "Piccola Pubblicità".
"Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda".
"Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria".
"Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio."
"Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio".
I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:
per un'oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti.
(Gianni Rodari)
lunedì 2 aprile 2012
Sostieni Earth Hour
Le lampade solari stanno aiutando oltre 125 milioni di persone che vivono in India a vivere e lavorare liberamente. Il Fondo Earth Hour introdurrà la lampada solare anche in Africa, a partire dal Liuwa Plain, Zambia nella primavera del 2012.
Vai sul sito Earth Hour-WWF per saperne di più.
Vai sul sito Earth Hour-WWF per saperne di più.
domenica 1 aprile 2012
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