lunedì 4 novembre 2013

Istanbul-La città dei gatti

Una città piena di gatti questa, come poche nel resto del mondo! Li vedi camminare per le strade, dormire sui cuscini e i tappeti in vendita nei bazar, attendere vicino le bancarelle del pesce una piccola porzione in regalo e sostare all'ombra degli alberi accanto a grandi minareti di splendide moschee. Tutti qui si prendono cura di loro, ci sono ciotole e scodellini disseminate per tutta la città e chiunque può costruisce piccole cassette per offrire riparo per la pioggia. 
Nessuno li scaccia, nessuno gli urla contro, nessuno ragazzino li sevizia prendendoli a calci (come spesso vediamo in Italia), ieri la nostra giuda ci ha spiegato il perché. Per la religione musulmana, infatti, il gatto è considerato un animale sacro. 
Si narra che il profeta
Maometto trovò all'interno di una tasca della sua veste un serpente velenoso, che li aveva trovato rifugio. Rispettando tutti gli animali egli nn voleva ucciderlo e per evitare di essere morso mortalmente chiede aiuto ad una gatta nei paraggi. Muezza (il nome della gatta) decise quindi di aiutare quell'uomo così gentile e schiacció la testa al serpente velenoso, salvando la vita al profeta. Maometto, per ringraziarla, decise allora di portarla sempre con sè e lei lo accompagnò ovunque. Un'altro episodio racconta la storia di Maometto e della piccola Muezza.
Un giorno il profeta si mise a riposare sdraiato sotto un albero, la gatta si rannicchiò sopra un angolo della sua veste, proprio accanto a lui. Svegliatosi per andare a pregare, si rese conto che Muezza dormiva ancora e, pur di non svegliarla, preferì tagliare un pezzo della sua veste. Da quel giorno, ogni musulmano è chiamato a prestare soccorso e a rispettare qualsiasi gatto incontri nella propria vita.
dal nostro amico Agostino

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